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/ Via Matteotti e via Valdarengo

Qui di seguito le opere esposte lungo le via Matteotti

Convento di san Lino

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Fu convento dei Frati Agostiniani fino al 1810, quando l’ordine fu soppresso da Napoleone.

Le terre furono vendute ai privati e la chiesa poi sconsacrata fu lasciata al Comune.

L’altare barocco ora si trova a san Zeno.

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Nell’interno: esposizione di oggetti ritrovati.

All’interno del cortile il cui stile è stato stravolto nel 19° secolo, una interessante ghiacciaia. Nel retro della chiesa, l’unica meridiana di Gravellona segnava l’ora negli orti del convento.

Elegantissimo il campanile.

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Il muro dell’oratorio è adornato di figure stilizzate in ferro (disegni di Libero Greco): contadini anni ’50 che tornano dal lavoro.

Un’altra opera del concorso “Finestre” è la ceramica di Giovanni Crippa

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I disegni hanno tre scopi

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  1. Abbellire un brutto muro

  2. Rìcordare il passato contadino di Gravellona

  3. Accogliere chi arriva a Gravellona con immagini gradevoli.

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Le pecore all’ingresso del paese hanno la stessa funzione.

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Retro del muro dell’oratorio

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Sul dosso del “Valdarengo” ci sono sagome di carri agricoli in sostituzione dei carri veri di legno che le intemperie hanno fatto marcire.

 

Valdareng è un rilievo, non una valle. E’ un nome longobardo (uno dei pochi rimasti) che significa podere (reng-recinto dei cavalli) di Vald, in italiano Gualdo.

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