Barbavara è stato il paese che ha dato il via a tutta l’arte di Gravellona Lomellina.

Negli anni ’91-’92 un gruppo di pittori di Arte Nord dilettanti e professionisti facenti capo a Luigi Regianini, pittore surrealista ben conosciuto, ha volontariamente dipinto sui muri a tema libero 70 murales. Ora, falcidiati dal tempo e dall’umidità, ne restano pochi esemplari. Ne riproduciamo uno che raffigura ninfee.

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Alla vanga di Arnaldo Ferraguti  1890  dimensioni originali cm. 280 x 650

 

Protagonista è la terra grassa e ubertosa del Lazio, come rivela il “concone”, recipiente in rame per l’acqua, raffigurato in primo piano.

Il quadro originale è di dimensioni colossali: sei metri e mezzo di larghezza per due e ottanta di altezza.

La terra primeggia, ma la scena è ricca di personaggi che potrebbero raccontare ciascuno una storia di sofferenza, di afflizione, di speranza e forse anche di gioia.
Il sorvegliante, riconoscibile dagli stivali di cuoio e dalla giacca (non faticando non suda), è distratto dalla presenza di una florida lavorante.

Al centro della scena un ragazzino piange.

Altri due bimbi più piccoli se ne stanno tristi e in disparte alla sinistra del quadro.

Il ragazzino piange e un vecchio lo consola. Un’altra lavorante inginocchiata, un po’ discinta (frivolezza o fatica e stanchezza?), tenta anche lei di calmare il pianto del fanciullo.

Ma né il vecchio né la ragazza possono dire al piccolo: “Va’, torna ai tuoi giochi…”

Il dipinto è del 1890. Le leggi contro il lavoro dei fanciulli erano di là da venire.

 

Gentile concessione del Museo del paesaggio di Verbania

Arnaldo Ferraguti  Ferrara 1862 - Forlì 1925

Ferraguti si forma all’Accademia di Belle Arti a Napoli e frequenta il pittore verista Francesco Paolo Michetti che, con il suo repertorio di temi bucolici e popolareschi, rimarrà sempre un punto di riferimento artistico. 

Nel 1891 acquista notorietà a livello internazionale con il vasto dipinto “Alla vanga” e si unisce in matrimonio ad Olga Treves, nipote dei celebri fratelli editori Treves. Ciò gli consente di affiancare all’attività pittorica ed espositiva la carriera di illustratore di libri (“Cuore” di Edmondo De Amicis, “Vita dei campi” di Giovanni Verga) e di periodici  (“L’Illustrazione Italiana”, ecc.).     

                        
Ridefinisce il suo status sociale costruendo una villa a Pallanza, dove insegna pittura e frequenta il salotto nel quale Giuseppe Treves ospita personalità del calibro di Gabriele D’Annunzio e Giovanni Verga. Sperimentatore in campo chimico, nel corso del Novecento si dedicherà alla produzione industriale di una pergamena e di un cuoio artificiali da lui inventati.

Chiesa di sant’ Eustachio

(Eustachio in greco =colui che produce buone spighe)

 Ex conventino di Agostiniani succursale del convento di Gravellona.  All’interno una pregevole crocefissione dell’inizio del ‘500, Autore ignoto. Si nota un Cristo proporzionalmente piccolo rispetto alla figure dolenti.

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Targa che ricorda i murales di Arte Nord

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Fontana lavatoio palcoscenico panchina

 

 

Le figure del lavatoio sono incernierate e possono scendere a coprire la fontana che, trasformata in palcoscenico, ha ospitato anche artisti famosi

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Opere esposte lungo le vie della Frazione di Barbavara